La storia
La Confradia de Nuestra Señora de la Soledad nasce a Cagliari nel 1603, regnante Papa Clemente VII,
durante il periodo della dominazione spagnola.
Il titolo, equivalente all’italiano “Madonna addolorata”, è oggi divenuto Nostra Signora della Solitudine,
da cui il titolo attuale di questa arciconfraternita.
Il primo documento ufficiale sopravvissuto ai due incendi che hanno colpito gli archivi risale al 1616, data della bolla di Papa Paolo V,
con la quale la giovane confraternita è aggregata all’Arciconfraternita dei Trinitari di Roma.
In armonia con i compiti di questa,
la nuova Confraternita,
che probabilmente sostituiva una preesistente pia associazione laica, doveva perseguire i seguenti scopi:
- operare con le preghiere e con le azioni a maggior gloria della Chiesa;
- riscattare gli schiavi e convertire alla fede i non cristiani tra loro;
- redimere i carcerati ed avviarli alla conoscenza della dottrina cristiana;
- confortare i condannati a morte nelle ore precedenti l’esecuzione, dar loro sepoltura e celebrare messe in suffragio delle loro anime.
In armonia con questo evidente spirito post-tridentino, la Confraternita era anche stata
incaricata del particolare rito della Settimana Santa, consistente nel portare in processione un grande crocifisso ligneo
ed un’immagine dell’Addolorata sino al Duomo.
Si tramanda che lo stesso Re di Spagna abbia donato i due simulacri.
Anche a causa di questo incarico, rilevante nella
religiosità di stampo iberico,
la Confraternita ottenne di trasferirsi dall’eccentrica Chiesa di San Bardilio, che sorgeva ai piedi del colle di Bonaria, a
quella di San Giovanni nel quartiere storico di Villanova.
Un grave incendio colpì la Chiesa di San Giovanni nel 1752.
Oltre alla distruzione di vari documenti scampati al precedente incendio a San Bardilio, anche numerosi arredi e
opere d’arte andarono perduti.
La perdita più dolorosa fu quella del simulacro della “Solitudine” semidistrutto e poi
restaurato che fu però immediatamente sostituito con il nuovo
simulacro tuttora esistente.
Il Crocifisso, invece, subì solo lievi danni essendo stato tempestivamente salvato da alcuni eroici Confratelli,
che riuscirono a penetrare nella chiesa
in fiamme.
La perdita dei documenti, gravissima per la storia della Confraternita, fu parzialmente rimediata da un ignoto confratello.
In un manoscritto del XVIII secolo, posteriore all’incendio e redatto in lingua italiana, egli riassume la storia della
Confraternita dal 1603 alla metà del Settecento.
La fervente attività della Confraternita, puntualmente segnalata dalla Curia Cagliaritana, indusse Papa Pio IX ad elevarla
ad Arciconfraternita, con breve del 1878, ciò consentì nello stesso anno la costituzione di una confraternita femminile
e l’aggregazione di questa alla nuova Arciconfraternita.